Un fiore per… la Cina

Visite: 14692

Innanzi tutto bisogna fare una distinzione. Esistono due tipi di peonie: le erbacee; e le arboree o arbustive (in cinese Moutan).
Le prime, come si legge nella scheda del sito web del Centro Botanico Moutan, nei pressi di Vitorchiano in provincia di Viterbo, dove si trova una ricchissima collezione di peonie cinesi («600 tra specie botaniche, varietà e ibridi naturali conosciuti»), «sono annuali perenni che non lignificano ed ogni anno, in autunno, dopo aver emesso i propri getti tra aprile e maggio, scompaiono per riapparire la primavera successiva. A differenza delle arboree di cui si è iniziato ad avere notizia in Europa soltanto all'epoca dei grandi viaggi, le erbacee si conoscono nel nostro continente da sempre».
Le peonie arbustive o moutan, invece, sono piante fuori terra formate da solidi e nodosi arbusti che «ogni anno lignificano una piccola parte dei nuovi getti, creano molto lentamente un cespuglio legnoso che può superare anche i 2 m di altezza e i 3-4 m di diametro. Perdono le foglie durante il periodo invernale e da febbraio, con una sorprendente vitalità, fanno schiudere le nuove gemme; tra aprile e maggio offrono splendidi fiori (di varie forme e che possono raggiungere i 30 cm di diametro) e mantengono poi, fino a settembre, una bella e decorativa fogliatura. Sono piante molto longeve con una vita media di 100-200 anni (in Cina ne esistono esemplari di 300-400 anni)». «La prima citazione in Europa delle peonie arboreespiega ancora il sito web del Centro Botanico Moutan - è nel rapporto di un membro della Compagnia Olandese delle Indie Orientali che, nel 1656, le descrisse come simili alle rose, ma senza spine e con fiori grandi il doppio. Solo a metà dell’Ottocento però, alcuni vivaisti europei iniziarono ad importare peonie dall’Estremo Oriente e a riprodurle da seme. Si trattava sempre di piante molto rare e poco conosciute. Ma in breve tempo, a fine secolo, la peonia divenne una delle piante più amate e diffuse, anche nei giardini del Vecchio Continente».
Dunque scegliamo la peonia arbustiva come “fiore per la Cina” perché «già molti secoli prima di Cristo, nella Cina imperiale, - come ha scritto Olga Buglak in un recente articolo su Agricoltura italiana online – la peonia era amata maniacalmente dall’imperatore, che la faceva raffigurare sulle preziose porcellane dell’epoca e pagava una fortuna a chiunque presentasse una nuova varietà». «Ancora oggi in Cina – aggiunge Olga Buglak – la peonia è considerata “regina dei fiori” e il fiore nazionale della Cina. Nella città di Luoyang, che fu a lungo capitale della Cina, la peonia è al centro di un festival che richiama ogni anno decine di migliaia di visitatori». Della peonia erbacea, già nota nell’antica Roma, diremo in un prossimo “Un fiore per” in relazione ad un’altra funzione.
Intanto, per chi volesse fare una full immersion nelle tante varietà di peonie cinesi, non solo arbustive, può visitare il parco del Centro Botanico Moutan di Vitorchiano nel periodo di fioritura, ossia in aprile e per certe specie anche in maggio.

redazione