Ottimo Flormart per i vivaisti di Olea, che parlano pure di Xylella, distretto pesciatino e Sardegna olivicola

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Riscontri positivi alla fiera di Padova per la rete d’imprese Olea, nata nel marzo 2019 e già finalista al Future Village. Composta da aziende toscane della Valdinievole (PT) e una sarda del nuorese, ha come punto in comune di forza la produzione di olivi: tutte le varietà che richiede il mercato, dalle tradizionali a quelle per impianti moderni, certificati CAC, virus esenti e selezionati Xylella resistenti. Anche agrumi, piante di vite e ornamentali (soprattutto da siepe). Saba: «in Sardegna non c’è una realtà vivaistica come la pesciatina, ma siamo totalmente liberi da rischi per molti patogeni». Sonnoli: «la Sardegna è in via di sviluppo per l’olivicoltura». Sull’ipotesi distretto vivaistico olivicolo di Pescia, Cinelli: «sarebbe importante, ma temo sia un treno passato». Su Xylella, Sonnoli: «passo avanti che la zona rossa possa reimpiantare, ma non bastano 2 varietà resistenti, noi collaboriamo col Cnr per individuarne di nuove».

Buona la prima per la rete d’imprese Olea al Flormart, il salone internazionale del florovivaismo tenutosi nei giorni scorsi alla Fiera di Padova. Costituita solo nel marzo 2019, Olea, composta dalle aziende agricole Andreani Edoardo, Cinelli Luca e Cinelli Vivai di Cinelli Federico di Pescia (PT), Vita Verde Vivai di Orosei (NU) e Vivai Attilio Sonnoli di Uzzano (PT), ha già debuttato nella fiera professionale storica del settore ed è riuscita ad entrare fra i finalisti del Flormart Future Village, la nuova iniziativa dedicata alle startup agricole (vedi nostro articolo), e ad ottenere ottimi riscontri dai buyer sui propri prodotti in esposizione. A cominciare dalle piante di olivo, di una gamma ricchissima di varietà toscane e sarde, certificate CAC, virus esenti e Xylella free, e non solo, destinate ai produttori di olio sia con impianti tradizionali che intensivi o superintensivi. Ma anche per le produzioni di piante da frutto e di vite, di agrumi e piante ornamentali pronto effetto per la realizzazione di giardini.
Floraviva ha incontrato i titolari delle imprese di Olea allo stand collettivo di Flormart venerdì 27 settembre facendosi illustrare la situazione e chiedendo delucidazioni anche su alcuni dei temi caldi del comparto del vivaismo olivicolo, che costituisce il loro trait d’union e principale punto di forza, grazie anche all’inedito legame Toscana (ma sarebbe meglio dire Valdinievole) – Sardegna. Nell’occasione si è fatto un cenno pure a una recente pubblicazione di Attilio Sonnoli, una vera autorità in materia di coltivazione di ulivi.
Olea a Flormart: siete nati a marzo del 2019 e siete già qua.
Elena Sonnoli: «siamo più che soddisfatti di questo risultato. E’ un primo traguardo ma anche un punto di partenza. Siamo riusciti a creare uno stand rappresentativo di tutte le produzioni di tutte le nostre aziende. Non solo, in quanto start-up, Flormart ci ha consentito anche di avere uno spazio nel Future Village».
Non ce ne sono molte di reti di impresa in questo settore, vero?
Luca Cinelli: «sì, siamo una delle poche, una delle prime reti d’impresa agricole in Toscana, con la presenza anche di un’azienda sarda».
E uno degli scopi costitutivi della vostra rete, se ben ricordo, è proprio partecipare insieme alle fiere, con conseguenti riduzioni dei costi, vero?
Luca Cinelli: «c’è un vantaggio economico e non solo quello, nel presentarsi in rete, perché la gente quando ti vede come gruppo ti apprezza di più».
Mi potete riassumere le vostre produzioni, allo stand e non solo?
Luca Cinelli: «la produzione che ci accomuna tutti è l’olivo. Produciamo tutte le varietà di olivo che richiede il mercato: dalle varietà tradizionali alle varietà adatte per impianti moderni, agli olivi certificati CAC, olivi virus esenti e olivi selezionati Xylella resistenti. Poi abbiamo la parte che riguarda l’ornamentale e sono tutte piante allevate in contenitore, principalmente piante da siepe, come Photinia, Eleagnus, Viburnum ecc. Infine anche agrumi in varietà assortite, piante di vite, piante da frutto, mimose e altre ancora».
Come sta funzionando questa sinergia vista dalla Sardegna?
Sergio Saba: «fermo restando che tra noi un rapporto c’era già prima della costituzione di Olea e che li conosco da tanto tempo perché ho studiato a Pescia, la rete è stata da un lato la certificazione del legame che già esisteva e dall’altro un rafforzamento perché riusciamo a fare delle cose che come singoli, soprattutto nel mio caso, non riusciamo a fare. In Sardegna non esiste una realtà vivaistica radicata come quella pesciatina e toscana, e la nostra sinergia diventa molto importante, perché riusciamo ad avere le produzioni migliori della realtà vivaistica toscana con il buono che c’è in Sardegna: il fatto di essere totalmente liberi da rischi per moltissimi patogeni».
E voi pesciatini che dite del legame Toscana-Sardegna?
Elena Sonnoli: «al Future Village mi hanno chiesto: come mai la sinergia con la Sardegna? Essendo le nostre aziende a Pescia sarebbe stato più facile lavorare e collaborare solo con aziende sul territorio. La Sardegna perché? Perché oltre ad avere una conoscenza ultraventennale e stima reciproca con Sergio Saba, la Sardegna è anche una regione in via di sviluppo per quanto riguarda l’olivicoltura, che sta piantando e ha intenzione di piantare sempre di più. Ovviamente valorizzando anche le varietà autoctone».
Quali ad esempio?
Elena Sonnoli: «la Bosana, la Semidana, Nera di Oliena, Nera di Villacidro ecc. E avere un vivaio in Sardegna semplifica notevolmente tutta la parte logistica che ci troveremmo ad affrontare».
Come è andata Flormart?
Luca Cinelli: «a livello commerciale bene, ma niente di eclatante. Sappiamo che c’è da anni una crisi che si sta risolvendo ma molto lentamente».
Ma quali dei vostri prodotti sono meglio posizionati sul mercato?
Luca Cinelli: «per noi l’olivo in generale è quello che va meglio. Siamo contenti di essere venuti qua e aver fatto conoscere il nostro prodotto».
Quali saranno i prossimi passi di Olea?
Luca Cinelli: «pensiamo già ad altre fiere, come Myplant, e pensiamo già per il futuro prossimo a Essen, che ci farà conoscere all’estero. Però per adesso è prematuro parlarne».
Visto che stiamo parlando di futuro, che prospettive ci sono lì da voi a Pescia sul distretto del vivaismo olivicolo? Nascerà formalmente o no?
Luca Cinelli: «sul distretto olivicolo, io sono fermamente convinto che se nascesse sarebbe importante per tutte le aziende che producono olivi a Pescia, non solo le nostre. Sarebbe un distretto importante per Pescia. Da quando la macchina, movimentata un po’ dalla politica un po’ da certe associazioni, ha rallentato, per non dire che si è quasi fermata, sinceramente temo che sia un altro treno che è passato».
Elena Sonnoli: «sul distretto olivicolo di Pescia, spero che non sia una delle ennesime occasioni perdute. Ci sono persone purtroppo che ancora continuano a parlarne ma poi non concretizzano nulla. Posso dire con orgoglio che non è il caso nostro, perché nel momento in cui abbiamo deciso di fare la rete, noi siamo passati dalle parole ai fatti e nel giro di 6 mesi siamo riusciti a venire al Flormart, con uno spazio nostro e a essere presenti come startup e concorrere a una finale di un premio nazionale. Se dipendesse da noi, il distretto olivicolo sarebbe già operativo».
Passando alla situazione Xylella, come la vedete? A che punto siamo, stiamo incominciando a gestirla bene?
Elena Sonnoli: «fermo restando che le buone politiche dovrebbero essere applicate sempre e non quando siamo in emergenza e si verifica un’epidemia, noi confidiamo nella ricerca. Quindi nella possibilità di individuare un maggior numero di varietà meno sensibili alla Xylella, cioè in grado di poter sopravvivere nonostante la Xylella. E’ già un enorme passo avanti il fatto che la zona rossa possa reimpiantare. Anche perché serve per ridare fiducia e stimolo al settore, sia a noi vivaisti che produciamo le piante che agli olivicoltori che devono piantare. Però la piantagione non si può fermare soltanto a due varietà [Leccino e FS17, ndr]. E’ necessario che la ricerca continui il lavoro che ha intrapreso. E’ un lavoro lungo, lo sappiamo. Noi come azienda e come rete collaboriamo con il Cnr di Bari affinché si possano individuare nuove varietà da poter proporre agli olivicoltori».
Il vostro campo di piante madri virus esente è il primo privato in Toscana, avete tutte piante certificate, vero?
Elena Sonnoli: «tutte le piante dei nostri vivai sono state analizzate dal Servizio fitosanitario regionale e sono state dichiarate Xylella free, cioè non è stata rilevata presenza di Xylella. E questo ci fa capire che stiamo lavorando nel verso giusto».
E questo vale per tutte le varietà di piante?
Elena Sonnoli: «sì, per tutte le piante di olivo e per le piante ornamentali sensibili alla Xylella. Poi oltre alla Xylella stiamo portando avanti il discorso delle piante virus esenti, che il mercato internazionale ci chiede sempre di più».
Infine una curiosità: si nota nello stand questo libro ‘Vivaismo olivicolo’ di Attilio Sonnoli, suo padre, che senza tema di smentite è uno dei massimi esperti in circolazione della materia. E’ un manuale?
Elena Sonnoli: «è un manuale tecnico edito da Edagricole».
Sarà letto anche nelle scuole?
Elena Sonnoli: «confidiamo che venga adottato dalle scuole, perché è un manuale scritto da un tecnico per i tecnici e gli appassionati del settore, ma facile da leggere anche per gli studenti, sia delle scuole superiori che delle università».
Lei, Sara Andreani, è un’altra socia pesciatina di Olea: qual è il suo giudizio sulla rete dopo questi primi mesi di esperienza? E’ la prima volta che partecipa a una fiera come Flormart?
Sara Andreani: «sì, è la prima volta. L’esperienza di Olea è estremamente positiva perché ci ha dato la possibilità di crescere sia come singole aziende che come gruppo».
Una crescita dal punto di vista della consapevolezza commerciale?
«Sì, vediamo delle prospettive comuni insieme, che possono favorire una crescita non solo della nostra azienda, ma di tutta la rete Olea».
Infine, Federico Cinelli, figlio d’arte (Luca è suo padre, ndr) ma imprenditore autonomo a sua volta. Come è stato l’impatto con Olea?
«E’ stato un impatto positivo, con le altre aziende ci siamo trovati subito bene. E l’ho vissuta come un’occasione di accrescimento del know how di tutti».

Redazione Floraviva
Articolo Publiredazionale