Green City trend: meno biodiversità e forestazioni, più giardini verticali

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Nel rapporto Flormart Green City sulle tendenze del verde urbano presentato il 6 ottobre si conferma fra gli operatori l’aspettativa che prevalgano gli interventi di riqualificazione e gestione del verde esistente sulla creazione di nuove aree verdi (salita però dal 36% al 42%). Ma si registrano alcune modifiche di trend rispetto al report di giugno: meno attesa di forestazioni (da 50% a 35%), meno attenzione alla biodiversità (da 33% a 20%), più spazio a giardini verticali e pensili, migliorano le previsioni del segmento “giardinaggio” (dimezzati i segni meno). Focus sul recupero dei giardini storici e artistici: importante per quasi tutti, ma prioritario solo per il 30% degli intervistati.
 

Quali saranno i trend del verde urbano a breve e medio termine? Che tipologie di interventi prevarranno nelle città e quali segmenti della filiera green andranno meglio?
Sono gli interrogativi al centro della prima parte del “Flormart Green City Report – osservatorio sulle nuove tendenze del mercato del verde urbano” di Grs Research & Strategy per conto della Fiera di Padova e in particolare di Flormart, lo storico salone internazionale del florovivaismo e dell’architettura del paesaggio. Un’indagine, come spiegato da Grs, che è basata sulle risposte di un panel di operatori professionali di tutta la filiera del verde: produttori di piante, progettisti di spazi verdi, agronomi, amministratori e accademici.
Il 6 ottobre, nel corso di un roadshow online intitolato “Il verde urbano, la conservazione del verde storico e la qualità delle città”, è stata presentata la seconda edizione di tale rapporto, che fa seguito alla prima dello scorso fine giugno (vedi nostro servizio). Il panel è cresciuto di dieci unità rispetto a giugno: 167 operatori di filiera, di cui il 56% impegnati in aziende di produzione, manutenzione e progettazione del verde, l’11% agronomi e consulenti, l’11% enti pubblici, più un 23% non specificati.
«Dal nostro osservatorio arrivano segnali positivi per il settore – ha dichiarato Luca Veronesi, direttore generale di Padova Hall, società proprietaria del marchio di Fiera di Padova che cura lo sviluppo del quartiere fieristico –. Con questa seconda rilevazione prosegue il percorso che ci sta traghettando dal lockdown al 1° dicembre, quando con il Flormart City Forum la community del verde potrà finalmente tornare a ritrovarsi in presenza, nella massima sicurezza. In quell’occasione presenteremo una terza e ultima rilevazione e avremo indicazioni precise su tutte le evoluzioni in atto».
Ma vediamo i risultati di questa prima parte del Flormart Green City Report, intitolata appunto “Verde urbano e tendenze”, che comprende un focus sul recupero dei giardini storici o artistici.  

La prima domanda posta ai 167 operatori della filiera del verde è stata la seguente: quali saranno gli orientamenti e le tendenze nel settore del verde urbano nel suo complesso? Ovvero quali tipi di interventi a verde saranno fatti nei prossimi anni nelle città? Il podio dei trend più citati dagli operatori interrogati da GRS a settembre è composto dalle stesse tre tendenze dello scorso giugno, ma al primo posto, nonostante che sui media se ne parli maggiormente, non c’è più il “verde estensivo o la forestazione urbana”, che essendo citato nel 35% dei casi (contro il 50% di giugno) cala al secondo posto. Al primo, sia pure con poco scarto a favore, adesso compaiono “orti e giardini comunitari” (36% delle risposte), mentre al terzo “giardini e parchi ricreativi” (33% contro il 38% di giugno). In ogni caso, pare consolidarsi nelle aspettative il trend «verso un utilizzo sociale del verde». Da segnalare la crescita delle aspettative sul “verde verticale” (dal 18% di giugno al 25% di settembre) e sul “verde pensile” (dal 17% al 22%). Ma soprattutto il forte calo di attese sulla “biodiversità”, scesa dal 33% al 20%.

Il secondo interrogativo è stato: quali sono le sue previsioni per i prossimi 12 mesi nei vari segmenti della filiera del verde in termini di valore? Su questo aspetto nessuna variazione significativa rispetto a giugno. Si conferma che, per usare le parole del rapporto, i segmenti «più promettenti sono legati alla “materia prima” e i suoi utilizzi: le piante e la progettazione e manutenzione del verde (visti stabili o in crescita da 9 operatori su 10)». Nei settori che riguardano le attrezzature e l’arredo ludico/sportivo prevalgono invece le previsioni di andamento stabile, con quelle positive intorno al doppio delle negative, confinate a poco più del 10%. Unico dato caratterizzato da una variazione degna di nota la voce “giardinaggio”, con il dimezzamento delle attese di segno meno (dal 13% al 6%) e l’aumento delle aspettative positive.

La terza domanda era questa: in che cosa consisteranno (di che tipi saranno) gli interventi (a verde) nelle aree urbane nei prossimi tre anni? Stando alle risposte, anche a settembre è «la valorizzazione dell'esistente a prevalere», come sottolinea il comunicato di Flormart. Dal momento che, mostra il rapporto di Grs, «la riqualificazione e una buona gestione dell’esistente» restano «le modalità più citate dai rispondenti, mentre più staccate appaiono le azioni volte alla creazione di nuovi spazi» verdi. «Si può però osservare – viene sottolineato - una leggera tendenza all'innovazione a settembre rispetto a giugno: aumentano infatti la propensione a realizzare nuove aree (dal 36 al 42%) o ad adottare nuove soluzioni». Comunque va evidenziato che il quadro generale si conferma positivo, con solo il 12% degli operatori (erano il 13% a giugno) a prevedere l’assenza di grossi interventi nei prossimi tre anni.

Focus sui giardini storici
Come emerge dalla prima domanda del rapporto, solo il 12% degli operatori si aspetta un trend di interventi sui giardini storici e artistici. Ma il report ha messo a fuoco questa problematica ponendo due domande: a) pensando alle attuali esigenze del verde pubblico in Italia, quanto ritiene importante il recupero e la conservazione dei giardini storici? b) secondo lei, in che cosa si dovrebbe concretizzare un intervento di recupero/manutenzione dei parchi e giardini storici?

Dalle risposte alla questione (a) emerge che il recupero di queste tipologie di giardini è ritenuto molto importante dal 90% degli operatori, ma solo il 29% di essi lo ritiene una priorità nella gestione del verde urbano.
Mentre dalle risposte alla domanda (b) si evince che per questi operatori della filiera del verde il recupero dei giardini storici e artistici dovrebbe partire da una maggior cura della materia prima vegetale, cioè piante e arredi a verde. Ma al secondo e terzo posto si trovano la realizzazione di iniziative culturali capaci di dare vita ai giardini e una «maggior comunicazione verso il pubblico». 

Lorenzo Sandiford