Ripensare il crisantemo il “fiore d’oro” che colora l’autunno

in Brevi

Si tratta infatti di un vero peccato la sua associazione esclusiva alla commemorazione dei defunti perché grazie alla sua bellezza rappresenta in tutto il mondo uno dei fiori più regalati e apprezzati per abbellire case e persino i bouquet delle spose

 
Tra i fiori esistenti il crisantemo è forse secondo soltanto alla rosa per diffusione. Quando i nostri giardini iniziano a mancare di colori a causa delle temperature sempre più basse, in vista dell’inverno, il crisantemo fiorisce nelle sue numerose varietà. Già ai tempi di Confucio, in Cina i crisantemi erano ampiamenti coltivati, anche in Giappone ne troviamo traccia attorno al 1000 d.C.: qui essi trovarono un incredibile considerazione, tanto da essere inseriti nell’araldica imperiale. In Europa invece questi fiori giungono attorno alla metà del 1600 e assumeranno poi il nome di Chrysanthemum coronarium. Il nome crisantemo significa proprio “fiore d’oro” e fa dunque pensare che le prime piante di cui si venne a conoscenza dovessero essere di colore giallo. Oggi il crisantemo vanta un centinaio di specie, di cui una quindicina sono ormai spontanee e sanno adattarsi a condizioni poco favorevoli di clima e altitudine, nascendo in prossimità dei litorali marini o dei pascoli alpini. Il profumo di questi fiori è inconfondibile e intenso

I crisantemi detti “dei fioristi” sono coltivati per ottenere fiori particolari e il loro sviluppo viene accuratamente programmato per ottenere piante dotate di particolari caratteristiche. Solitamente questi fiori possono essere coltivati in piena terra, metodo più comune e semplice, o con speciale coltivazione in vaso. Purtroppo solo in Italia i crisantemi vengono associati quasi esclusivamente alla commemorazione dei morti, arrivando a selezionarli con lo scopo di avere una fioritura nell’arco temporale consono alla commemorazione dei defunti, che cade a inizio novembre. Nei paesi del nord Europa invece questo fiore non è mai stato connesso all’ornamento delle tombe, ma è anzi valorizzato e utilizzato in ogni periodo dell’anno per abbellire gli interni, come regalo in occasione di feste e nei bouquet delle spose. In virtù della sua bellezza, il crisantemo dovrebbe tornare ad essere sempre il fiore d’oro anche in Italia.
Anna Lazzerini