Le opportunità dell’Expo e dei prossimi bandi rurali presentate da Salvadori e Giurlani alla Fabbrica dell’Ossi di Pescia a una platea di floricoltori ed agricoltori

in Brevi

Al circolo Arci pesciatino, l’assessore regionale all’agricoltura ha detto che si impegnerà per portare a Pescia nel periodo dell’Expo 2015 di Milano «investitori stranieri» e Oreste Giurlani gli ha chiesto di inserire a tal fine nel programma di Expo Rurale Toscana 2014 un evento preparatorio a Pescia, dedicato alle eccellenze della Valdinievole fra cui in primis la floricoltura. Si è parlato anche dei prossimi bandi per l’agricoltura.

«Io penso che i territori toscani debbano essere tutti mobilitati in funzione di questo grande evento che è Expo 2015 e il fatto che vi sia un’opportunità a Pescia, una delle realtà interessantissime per il distretto floricolo che ci vive e per la vicinanza a Pistoia e quindi al mondo vivaistico e per tutta una serie di altre attività che sono a ciò collegate, credo che imponga una riflessione accurata su come posizionarsi su Expo. Cogliere l’opportunità di Expo può essere decisivo per il rilancio del territorio. Noi in Toscana lavoreremo per avere qui, in quel periodo, la presenza di investitori, perché la Toscana ha bisogno di nuovi capitali, di soggetti che vengano a investire dentro un quadro di rispetto pieno delle nostre tradizioni, delle nostre normative. Noi dobbiamo far vedere le nostre bellezze, le nostre unicità, le nostre grandi esperienze d’impresa, la grande innovazione che abbiamo».

Così Gianni Salvadori, assessore all’agricoltura della Regione Toscana e referente regionale dell’Expo milanese del 2015, al termine dell’incontro con un gruppo di floricoltori e qualche agricoltore del sistema montagna organizzato oggi a Pescia, presso il circolo Arci ‘La fabbrica dell’ossi’, da Oreste Giurlani, uno dei due candidati alle imminenti primarie di centrosinistra pesciatine.

«Visto che ci sarà l’Expo 2015 a Milano e che in autunno ci sarà Expo Rurale 2014 della Regione Toscana – ha aggiunto Oreste Giurlani - io ho chiesto all’assessore regionale la possibilità di fare un evento anche a Pescia che possa essere preparatorio per l’Expo 2015 di Milano. In quell’evento si potrà cercare di unire tutte le eccellenze che ci sono qui a Pescia, da Pinocchio alla montagna alla floricoltura e i prodotti che si possono legare al territorio, e tutti insieme provare a presentarsi a Expo 2015 in maniera unitaria e quindi vedere se la vetrina di Expo può diventare un trampolino di lancio per il nostro territorio. E’ una scommessa, una sfida che però la nuova amministrazione comunale che si insedierà dal 26 maggio deve raccogliere e anche se c’è poco tempo dobbiamo aprire tutti i canali per dare a Pescia una nuova visibilità nazionale e internazionale».

Durante l’incontro, a cui partecipavano fra gli altri la preside dell’Istituto agrario Anzilotti di Pescia Siriana Becattini e il portavoce di Coripro Giuliano Incerpi, Oreste Giurlani ha esordito dicendo che «a Pescia non manca niente: c’è la floricoltura, c’è la cultura con al centro la figura simbolica di Pinocchio, c’è la tradizione della carta, c’è la montagna con le sue grandi potenzialità turistiche». Ma per uscire dalla crisi Pescia ha necessità di una «riqualificazione del sistema turistico integrato» e deve valorizzare «la propria ubicazione come cerniera fra il pistoiese (e più in generale l’area metropolitana di Firenze) e la Lucchesia fino alla Versilia». «Chi guiderà Pescia da fine maggio 2014 – ha continuatodovrà essere in grado di collaborare con le istituzioni dei territori limitrofi e con la Regione che erogherà i finanziamenti del Piano di sviluppo rurale», che bisogna «saper intercettare».

Riguardo alla floricoltura, Giurlani sostiene che «anche la ripresa del settore floricolo non può prescindere dall’apporto integrato di tutti gli attori pubblici e privati, per rivitalizzare la produzione, con il sostegno ai floricoltori per migliorare varietà e qualità dei loro prodotti, e la commercializzazione attraverso attività di marketing strutturato, anche con la creazione di un marchio per i Fiori della Toscana, azioni da svolgere assieme alle realtà di Pistoia, Lucca e Viareggio, e da correlare con quello più generale inerente il sistema turistico integrato di Pescia». Più nello specifico, la valorizzazione e promozione del fiore pesciatino, secondo Giurlani, può avvenire attraverso le seguenti attività: a) sviluppare e collaudare nuovi prodotti per una floricoltura a basso impatto ambientale, che permettano di perseguire l’obiettivo del risparmio idrico ed energetico nella coltivazione floricola; b) attivare progetti di cooperazione regionale e transfrontaliera, di matrice comunitaria, con l’obiettivo di sostenere la competitività delle nostre aziende floricole nei mercati esteri; c) sviluppare il legame tra floricoltura, turismo e territorio, accrescendo la competitività della floricoltura pesciatina.

Nel suo intervento l’assessore Salvadori ha tra l’altro ricordato che «non è facile portare a casa risultati concreti per il proprio territorio a Expo 2015, perché ognuno difende il suo territorio. Ma la Toscana è in prima fila e abbiamo già firmato un accordo per la presenza nel padiglione Italia. Dopo di che dovremo trovare le strade per dare visibilità alle nostre realtà economiche e culturali: abbiamo un passato storico importante, ma dovremo mostrare anche la Toscana nuova e vitale». Tra le iniziative in preparazione ricordate dall’assessore all’agricoltura l’invito a 100-150 opinion leader provenienti da 15 Paesi esteri che verranno sul nostro territorio per 2 o 3 giorni durante il periodo dell’Expo milanese e potranno fare una full immersion nella Toscana. Un’occasione da sfruttare anche per la floricoltura pesciatina.

Riguardo ai finanziamenti e bandi regionali, Salvadori ha ricordato che il Piano di sviluppo rurale, che spera di aver pronto entro la prima parte di aprile, metterà al centro di nuovo la competitività delle imprese e i Pif (Piani integrati di filiera) e anche il ruolo delle imprese agricole come punto di riferimento fondamentale per la pianificazione del territorio, che altrimenti rischia di essere devastato per gli effetti del cambiamento climatico. In ottobre 2014, ha detto ancora Salvadori, usciranno i nuovi bandi di filiera per le imprese agricole. E Giurlani ha iniziato il pressing sull’assessore affinché cerchi di inserire la floricoltura fra i settori prioritari, dicendo poi ai floricoltori presenti che «bisogna iniziare adesso a lavorare per poter presentare a settembre progetti precisi di filiera» che abbiano chance di ottenere cofinanziamenti regionali.

Salvadori ha concluso con un aneddoto personale, quasi a rassicurare i floricoltori presenti di non aver nessuna preclusione verso il loro comparto. Suo nonno aveva un vivaio, poi abbandonato, a Firenze. Un passato personale la cui eredità sono state tre piante a cui è affezionato: una rosa con la quale il nonno vinse un premio a Sanremo, un lillà piccolissimo e una bellissima peonia che ha circa quarant’anni. E di cui ricorda ancora il periodo in cui suo nonno e suo padre avevano una produzione di orchidee in via Faentina: «anche quella era ricerca» ha osservato Salvadori. Che poi ha segnalato fra i presenti Giuliano Incerpi: «un tizio che vuol portare l’olio e l’olivicoltura in Cina, cosa che può valere 30 anni di investimenti e lavoro per l’olivicoltura pesciatina».

 

Redazione Floraviva