È nato il Movimento Turismo dell’Olio: presidente e direttrice pugliesi

Visite: 680

Puglia, Umbria, Abruzzo, Calabria e Lombardia regioni capofila nel consorzio nazionale Movimento Turismo dell’Olio (MTO) presentato a Roma l’11 marzo. Le quattro parole chiave della strategia sono sostenibilità, nuove tecnologie, in-formazione, fare rete. La direttrice Cisonno: «intendiamo promuovere l’oleoturismo come modalità di turismo slow in armonia con la natura» e «unire il pubblico con il privato, ispirandoci al recente Patto di Spello per creare un coordinamento tra Movimento Turismo del Vino, MTO, Città del Vino, Città dell’Olio, ed una rete di ristoratori».


Promuovere i territori olivicoli italiani e il loro prodotto attraverso il binomio turismo - tradizione di qualità dell’olio extravergine made in Italy.
Questo l’obiettivo del Movimento Turismo dell’Olio (MOT), consorzio nazionale che è stato costituito di recente e presentato ufficialmente l’11 marzo scorso a Roma presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato alla presenza, tra gli altri, di Nicola D’Auria, presidente del Movimento Turismo del Vino Italia (MTV), che è socio fondatore del Mot, e del senatore Dario Stefàno, artefice della legge nazionale sull'oleoturismo.
Alla guida per i prossimi 6 anni il tandem tutto pugliese composto dal presidente Donato Taurino, produttore di olio salentino, e dalla direttrice e ideatrice del progetto Vittoria Cisonno, già direttrice del Movimento Turismo del Vino. Con loro, come riportato da Askanews, il Conte Franco Silvano Toni di Cigoli (Umbria) quale vicepresidente, i consiglieri Piercarmine Tilli (Abruzzo), Raffaele Maria Maiorano (Calabria), Nicoletta Manestrini (Lombardia) Sebastiano de Corato (consigliere MTV) e il presidente del comitato tecnico Angela Canale. Ma se il MOT vede aderenti, soci fondatori e apripista i consorzi delle regioni Puglia, Umbria, Calabria, Lombardia e Abruzzo per un numero attuale di associati di circa un centinaio di realtà, come reso noto dall’Ansa, sono previste prossimamente le adesioni di Toscana, Lazio e delle altre regioni.
Grazie a questa nuova realtà, si mira a dare una ulteriore spinta al sistema olivicolo nazionale e alle regioni con tale vocazione, fra cui la Puglia, la regione leader nazionale consolidata della produzione di olio d’oliva, anche se ultimamente colpita in alcune aree dalla Xylella fastidiosa, che per prima qualche anno fa ha avvertito la necessità di costituire il Consorzio “MTOlio Puglia”, che oggi conta 23 soci olivicoltori. Nel corso degli anni ha organizzato ABC Olio e Ulivo Day, eventi rivolti ai turisti gourmet curiosi di conoscere le qualità olfattive e gustative dell’olio evo, e di dare una identità ai frantoiani-artigiani di casa nostra. L’idea dell’olioturismo o oleoturismo venne in mente dieci anni fa a Vittoria Cisonno, la quale, in parallelo all’esperienza di successo del Movimento Turismo del Vino, decise di imbarcarsi in una nuova avventura, e costituì il MTO Puglia, nel quale esperienza, tradizione, alimentazione e scienza si intrecciano per valorizzare l’olio d’oliva italiano, che può contare su olive di eccellente qualità, estratte a freddo in frantoi dotati di impianti certificati che consentono la perfetta conservazione della materia prima.
La strategia nazionale del MTO tracciata da Cisonno e Taurino si basa su quattro parole chiave: sostenibilità, nuove tecnologie, in-formazione, fare rete. «Il comparto produttivo oleicolo italiano – ha spiegato Vittoria Cisonno – è maturo per avviare un lavoro sinergico a tutto vantaggio di un prodotto che merita di essere comunicato e conosciuto in tutto il mondo per le sue caratteristiche che lo rendono unico. Con le iniziative ecosostenibili intendiamo promuovere l’oleoturismo come modalità di turismo slow in armonia con la natura. Ci aiuterà la tecnologia con il sito web per la promozione dell’extravergine e la commercializzazione di esperienze oleoturistische e video emozionali, utili per la campagna di marketing con cui si racconterà il Movimento Turismo dell’Olio. L’in-formazione è la chiave di volta: formare e informare i consumatori sull’extravergine, le cultivar regionali, le denominazioni d’origine, oltre che formare i singoli operatori sulla ricezione oleoturistica, aiutarli a costruire una proposta interessante e a raccontarsi emozionando, è di fondamentale importanza per riuscire nel progetto. Con la rete che attiveremo intendiamo unire il pubblico con il privato, ispirandoci al recente Patto di Spello per creare un coordinamento tra MTV, MTO, Città del Vino, Città dell’Olio, ed una rete di ristoratori al fine di dialogare in maniera univoca con le istituzioni locali e nazionali».
Con il Movimento Turismo dell’Olio si intende realizzare una promozione integrata del prodotto «aprendo al turismo dell’olio le porte dei nostri frantoi – aggiunge Donato Taurino – per mostrare tutte le fasi della lavorazione perché i consumatori oggi esigono essere informati su tutto ciò che arriva sulle loro tavole e soprattutto capire il valore di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente. Conoscere i territori di produzione, il lavoro che sta alla base di ogni litro di olio di qualità, le storie ed il sapere degli agricoltori e dei frantoiani, contribuisce a dare valore al prodotto. Siamo convinti che il turismo legato alle terre dell’olio extravergine, al pari del vino, rappresenti il fiore all’occhiello del made in Italy e dunque un volàno strategico per l’economia del nostro Paese che vanta un patrimonio olivicolo unico al mondo per varietà (circa 500 cultivar) e fascino paesaggistico. Ma c’è ancora un enorme potenziale inespresso che intendiamo tirar fuori attraverso l’impegno del MTO che punta a coinvolgere attivamente aziende di qualità e tutte le regioni del Paese».
«L’Italia dell’olio extravergine – ha aggiunto il senatore Dario Stefàno – rappresenta sulla carta un brand vincente, senza dubbio capace di competere con l’ampia offerta del mercato globale per la sua indiscussa qualità, per la sua storia millenaria e per le sue varietà territoriali che ne costituiscono un innegabile valore aggiunto. Tuttavia, per molti anni il turismo dell’olio non ha riscosso il successo che meriterebbe, essendo sempre stato al traino dell’enoturismo e messo in secondo piano anche durante i grandi eventi legati al vino. Occorre dunque dare una spinta decisiva per attuare una vera e propria inversione di tendenza, che negli ultimi tempi si sta lentamente concretizzando, grazie anche a iniziative di sensibilizzazione come il recente video promozionale dedicato a tutti gli EVO d’Italia pubblicato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. In questo senso il Movimento Turismo dell’Olio, attraverso una cabina di regia unica, potrà dare un forte contributo proprio perché rappresenta l’occasione ideale per fare realmente rete e presentarsi a livello internazionale con più incisività».
«L’olio extra vergine è fondamentale per lo sviluppo economico di tanti nostri territori – ha sottolineato Raffaele Maiorano, consigliere MTO e responsabile SDG di Confagricoltura - Il nostro impegno è far conoscere e promuovere il potenziale della nostra produzione e la cultura dell'olio, contribuendo allo sviluppo sostenibile della filiera».

Redazione