Crea: sequenziato il genoma della varietà di olivo Leccino 

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Il Consiglio per la ricerca in agricoltura (Crea) ha annunciato che è stato completato, nell’ambito del progetto Olgenome, il sequenziamento del genoma della cultivar di olivo Leccino, tra le più diffuse e tolleranti alla Xylella. Il direttore Vaccari: risultato scientifico ottenuto nei laboratori Crea di Rende (CS), in Calabria, da ricercatori giovani e dai curricula prestigiosi.

«Il sequenziamento della varietà di olivo Leccino, una delle più diffuse nel mondo e più tolleranti alla Xylella apre importanti scenari di ricerca, anche alla luce dell’apertura di ieri della Commissione europea sulle tecniche di genome editing. Il Crea è pronto per sviluppare nuove varietà di olivo che possano promuovere la sostenibilità della produzione, in linea con gli obiettivi della strategia “Farm to Fork”. Sottolineo come questo risultato scientifico sia stato ottenuto nei laboratori Crea di Rende (CS), in Calabria, da ricercatori giovani e dai prestigiosi cv, a dimostrazione che il Sud ha grandi risorse anche nel settore della ricerca».
Così, in un comunicato stampa del 30 aprile scorso, il direttore generale del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) Stefano Vaccari ha presentato la notizia dell’avvenuto completamento, dopo tre anni di studi e sperimentazioni condotti nell’ambito del progetto Olgenome, del sequenziamento del genoma della cultivar di olivo Leccino. Tutto ciò nel contesto del Piano olivicolo nazionale voluto e finanziato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) per incrementare in modo sostenibile la produzione di olio di oliva nazionale, per promuovere l’attività di ricerca e valorizzazione del made in Italy olivicolo-oleario, recuperando anche le diverse varietà di olivi italiani, e per migliorare l’organizzazione della filiera.
«Il Crea Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura – si legge nella nota - ha ideato e coordinato l’intera ricerca, identificando e caratterizzando i geni espressi nella cultivar Leccino, studiando funzioni geniche di interesse e avvalendosi del supporto specialistico di IGA Technology Services per il sequenziamento e l’assembling del genoma e del Crea Genomica e Bioinformatica per lo sviluppo di una mappa genetica e l’annotazione funzionale del genoma».
«Si tratta di uno step essenziale – specifica il comunicato del Crea - per produrre conoscenze e sviluppare strumenti utili al miglioramento della specie e per caratterizzare gli elementi responsabili di processi biologici e/o di regolazione di vie metaboliche che possano poi essere trasferiti con tecniche convenzionali (incrocio) o avanzate (biotecnologie) nelle varietà di nuova costituzione». «Altro aspetto fondamentale – continua la nota - è la possibilità di identificare nuovi marcatori molecolari e/o funzionali utili per la genotipizzazione, per gli studi di associazione, per il breeding assistito e la selezione varietale. Infine, ma non meno importante, è la conoscenza di basi genetiche sottese all’espressione dei caratteri della specie per poter approfondire biologia ed adattabilità ai mutamenti ambientali della pianta. Senza dimenticare che l’olivo è una specie arborea per la quale, a differenza di altre colture, molti aspetti restano ancora da chiarire e il successo dei programmi di miglioramento genetico è fortemente limitato da molteplici fattori insiti nella sua biologia».
«Insomma, tra le diverse decine di migliaia di geni sequenziati – conclude la nota del Crea - si potrebbe trovare il modo di potenziare la performance della pianta in campo, ridurre l’impatto ambientale della sua coltivazione, migliorare la qualità nutraceutica e funzionale dell’olio, garantirne la tracciabilità o magari si potrebbero individuare anche risposte mirate a problemi annosi come la Xylella o i cambiamenti climatici». 
«Mi complimento con il Crea – ha commentato Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera - per aver portato a termine questo importante risultato. Conoscere nel dettaglio come funzionano i processi biologici, le potenzialità e le caratteristiche di una cultivar così importante per l’olivicoltura italiana può permetterci di fare interventi di miglioramento per le produzioni nazionali».

Redazione