Coldiretti Toscana: gelo e caro-gasolio possono costare 7 mila euro in più al mese per una media azienda florovivaistica

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Tra le altre possibili conseguenze delle temperature siberiane, specialmente se prolungate, il rischio congelamento per alcuni ortaggi, per le viti e le piante di olivo soprattutto giovani. Ma il ghiaccio può danneggiare tutte le coltivazioni in campo aperto. Ecco il mini decalogo per salvare le piante in terrazzo. [Foto di Adriano da Wikipedia Italia]

Il freddo polare di questi giorni preoccupa gli agricoltori e Coldiretti Toscana ha già allertato, per far fronte alle emergenze, alcune squadre di trattori.
L’organizzazione presieduta da Tulio Marcelli ricorda che il pericolo maggiore è collegato alla formazione di ghiaccio, che potrebbe provocare danni ad ortaggi quali cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio, broccoli e insalatine invernali. Ma ci sono timori anche per le «piante di olivo, soprattutto giovani, e le viti che difficilmente sopporterebbero temperature basseanche fino a meno 10 - per un periodo prolungato (si parla di 10 giorni di freddo polare)».
Per «il florovivaismo in serra alle prese con il caro-gasolio» il problema è però soprattutto economico. «Chi produce in serra – dice Coldiretti Toscanasarà costretto a tenere i riscaldamenti accesi per più ore con un aggravio sui costi» assai rilevante. Si stima che «un’azienda media (3 mila metri di serra) dovrà sborsare, per mantenere livelli di produzione accettabili, tra i 7 e gli 8 mila euro in più al mese». Qualche timore, aggiunge l’organizzazione degli agricoltori, esiste anche per le piante tradizionalmente coltivate all’esterno come i limonium ed in generale tutte le piante tipiche del Mediterraneo: «a -15 non reggerebbero».
Ma cosa deve fare chi ha piante in terrazzo quali bouganville, oleandri, agrumi, olivi o fichi d’India? «Il brusco abbassamento delle temperature – spiega infatti Marcellipuò anche bruciarle». Una risposta l’ha data Coldiretti predisponendo un apposito decalogo, un manualetto della sopravvivenza per le piante più diffuse nei terrazzi nostrani.
Ecco alcuni dei consigli. Per prima cosa, mettere al riparo le piante sulle scale condominiali o negli androni di ingresso oppure in una cantina o in un garage, anche buio, per pochi giorni, considerando l’emergenza. Se ciò non è possibile, disporre i vasi contro il muro poiché in questo modo hanno maggiore calore. Meglio ancora metterli sul lato sud del balcone. Inoltre collocare le piante direttamente a terra piuttosto che in alto assicurerà maggior calore. Utile anche porre uno strato di polistirolo sotto i vasi.
«Una protezione efficace dal gelo è rappresentata dal tessuto non tessuto – continua il decalogo Coldiretti -, una sorta di telo traspirante che si può trovare a poca spesa nei negozi di prodotti agricoli. Deve coprire l’intera pianta e va fermato infilandone i lembi sotto al vaso. L’altra soluzione è rappresentata da un telo di plastica, il quale impone però una gestione più attenta, rendendo necessario chiuderlo e aprirlo più volte per evitare il formarsi dell’umidità, oltre a rischiare di essere portato via dal vento».
Ancora, bisogna tenere il terreno il più possibile asciutto e innaffiare il minimo indispensabile. Quando lo si fa, evitare accuratamente che l’acqua ristagni nel sottovaso favorendo la gelata della pianta. Eventuali potature vanno, infine, effettuate a fine inverno, poiché la maggior presenza di rami e foglie assicura comunque una maggiore protezione dal freddo.