Sophie Parker spinge la botanica oltre i confini

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Una foglia non è una foglia per l'artista botanica Sophie Parker. È più come tela o argilla. «La cosa curiosa è che i miei dipinti sono sempre di piante», dice la 31enne di Brooklyn, che ha ottenuto il suo diploma dalla School of Visual Arts prima di iniziare una carriera come pittrice e scultrice. Successivamente, fondò un collettiva di artisti chiamata "Fruit Exchange Studios" e una società di design/styling, che portò a una maggiore sperimentazione. «Circa due anni e mezzo fa, ho iniziato a portare la botanica nel mio lavoro e a dipingere sulle mie piante - spiega -. Rovesciare quell'equazione è stata la cosa più elettrizzante .... Poi ho cominciato a dipingere piante, rimodellandole, rimescolando forme, torcendo, tagliando, fondamentalmente, trattandole più come mezzo scultoreo che come mezzo decorativo».
Flora tropicale, oggetti trovati e artificiali si mescolano: un'Alocasia (orecchio di elefante) dipinta di lavanda, arancione brillante e scintillante Champagne, intrecciati con felci. 
«Sto lavorando - dice Sophie - con persone che vogliono spingere la botanica oltre i confini».
Essendo inclini a "rubare" buone idee per abbellire le nostre case, ci stiamo chiedendo come intervenire: «Quando dipingo su grandi foglie tropicali, in realtà allungo la durata della vita delle piante - spiega Sophie -. Possono vivere per mesi, perché è il retro che sta diventando marrone, quindi non è visibile».
Non bisogna dipingere su una pianta d'appartamento viva o su un delicato petalo di fiore, ma sulle foglie più carnose. E' questo il consiglio di Sophie: «Seleziona quelle che hanno geometria e carattere, che ti parlano. E poi con un pennello lavora sui picchi e gli avvallamenti naturali della forma».
I suoi clienti la trovano attraverso il passaparola o Instagram.

Arte verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin