Il nuovo direttore di Fiera di Padova sul futuro di Flormart

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Breve intervista a Luca Veronesi, neo direttore generale di Fiera di Padova, sulla 70^ edizione e soprattutto sulle strategie future del Salone internazionale del florovivaismo, architettura del paesaggio e infrastrutture verdi, a margine dell’inaugurazione del 26 settembre.

Si è aperta ieri nel segno dei benefici delle piante alla salute e al benessere sociale la 70esima edizione di Flormart, lo storico Salone internazionale del florovivaismo, architettura del paesaggio e infrastrutture verdi organizzato dalla Fiera di Padova.
Dopo il convegno inaugurale «Verde è il colore del futuro», che è stato animato da tre ragazze del movimento «Fridays for future» salite sul palco per annunciare la manifestazione di oggi e nel corso del quale il docente di arboricoltura dell’Università di Firenze Francesco Ferrini ha dichiarato che si potrebbero risparmiare 6 miliardi di euro all’anno se migliorassimo del 5% la condizione di benessere degli italiani (misurata con gli indicatori Ocse di benessere fisico e psichico), si è svolta la presentazione ufficiale del salone.
Nell’occasione Floraviva ha chiesto una breve intervista a Luca Veronesi, il nuovo direttore generale della Fiera di Padova, sulle principali novità di Flormart 2019 e soprattutto su come ha in mente di farla evolvere in futuro. Ecco che cosa ci ha detto.
Quali sono i primi elementi di novità che siete riusciti a introdurre nella manifestazione in così poco tempo dall’insediamento? 
«In realtà, ha detto bene: il tempo a disposizione è stato poco. La nuova gestione è divenuta operativa soltanto da luglio quando la macchina organizzativa era già avviata. Quello che abbiamo fatto è stato focalizzare l’attenzione su avere dei contenuti assolutamente aggiornati con quelle che sono le esigenze del mercato del verde oggi. Quindi non solo florovivaismo, ma anche applicazioni del verde: dalle pareti verticali al verde urbano. E una grande attenzione alle startup, che sono quelle aziende che un domani consentiranno alle nostre aziende di fare la differenza in un mercato in particolare evoluzione».
Tra le principali novità che ho visto c’è l’Erbale Forum, che mi può dire in proposito?  
«Certo, qui c’è una grande attenzione al tema delle piante officinali, che stanno prendendo sempre più piede e abbiamo ovviamente dato ampio spazio a questo argomento, che io stesso devo ancora approfondire essendo entrato nel mondo di Flormart solo da poche settimane».
E’ vero, allora le chiedo un’anticipazione sintetica sui piani a lungo termine che avete in mente per Flormart. 
«Due parole: innovazione e internazionalizzazione. Quindi il format di manifestazione sarà costantemente aggiornato e punteremo molto sulle innovazioni, non tanto quelle che già si conoscono ma quelle che si dovranno ancora conoscere. Stiamo guardando due passi avanti».
E sull’internazionalizzazione? 
«Per quanto riguarda invece l’internazionalizzazione faremo un profondo lavoro di comprensione delle esigenze delle aziende per andare a individuare quelle nicchie di mercati locali o anche internazionali, dove le aziende da sole non sono ancora in grado di andare, in particolare le piccole aziende. Allora con la forza della fiera e con il supporto di enti e istituzioni saremo in grado di consentire alle piccole e medie aziende di entrare in questi nuovi mercati, in queste nuove nicchie».

L.S.