«Per Coldiretti chi non obbedisce alle loro scelte di parte, imposte senza farcele vedere e discutere, è un bambino? bella idea di democrazia! Pensano di avere ragione a prescindere?»

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La replica di ieri di Cia Pistoia alle parole di Coldiretti sul distretto floricolo nell’articolo di ieri sulla pagina di Pescia del Tirreno. Sullo scontro nel distretto floricolo Lucca-Pistoia fra Cia e Confagricoltura da una parte e Coldiretti dall’altra dopo una convenzione con Anve, siglata senza averla fatta passare prima nel Comitato di distretto, il presidente di Cia Pistoia Sandro Orlandini dice: «Coldiretti calpesta la collegialità del regolamento di distretto senza nemmeno giustificarsi ed è sconcertante quando liquida il “fatto che l’Anve è vicina a Coldiretti” come dettaglio trascurabile: peccato che sia proprio tale dettaglio a influire sui tesseramenti e a loro favore. Tanto più che la convenzione copre servizi già offerti da Cia e Confagricoltura». Orlandini insiste a suggerire a Carmazzi di dimettersi e gli chiede comunque di revocare la convenzione con Anve.

Prosegue lo scontro fra associazioni di categoria agricole intorno al distretto floricolo interprovinciale Lucca-Pistoia. Pubblichiamo qua sotto integralmente il comunicato stampa che Cia Pistoia ha inviato ieri in risposta all'articolo pubblicato sul Tirreno, pagina di Pescia, ieri in cartaceo e la sera prima online (vedi articolo del Tirreno).

«Coldiretti calpesta la collegialità prevista nel regolamento di distretto senza nemmeno giustificarsi ed è sconcertante quando liquida il “fatto che l’Anve è vicina a Coldiretti” come dettaglio trascurabile: peccato che sia proprio tale dettaglio a influire sui tesseramenti e a loro favore! Tanto più che la convenzione siglata senza passare prima per una riunione del Comitato del distretto floricolo con l’Associazione nazionale vivaisti esportatori, sulle cui capacità non possiamo esprimerci perché sono ancora tutte da dimostrare e le cui finalità associative sono quanto meno ambigue fra sostegno all’export dei vivaisti ornamentali e assistenza a 360 gradi a tutti i florovivaisti, copre moltissimi servizi già offerti da Cia e Confagricoltura, non solo magnifici e progressivi nuovi servizi informativi e pro export. Ad esempio, come recita la convenzione nell’unica versione che ci è stata mostrata, “assicurazione crediti, assicurazioni contro le calamità naturali, consulenza legale, fiscale e contabile, consulenza per l’efficienza energetica delle aziende, agevolazioni per l’accesso al credito, sviluppo di software gestionali, marketing e internazionalizzazione”. In pratica dismetteremmo diverse delle funzioni che noi di Cia e Confagricoltura (non so a questo punto se sia così anche per Coldiretti) già forniamo, e forse a costi minori, alle nostre imprese associate. Si tratta insomma di una vera e propria invasione di campo, sotto mentite spoglie, nella rappresentanza delle imprese florovivaistiche. Altro che battutine su bambini, pallone e arbitro! Chi sarebbe l’arbitro? Coldiretti? Il presidente del distretto Marco Carmazzi, noto esponente di Coldiretti? Per Coldiretti chi non obbedisce alle loro scelte di parte, imposte senza farcele nemmeno vedere prima e discutere, è un bambino? bella idea di democrazia! Pensano di avere ragione a prescindere? Non scherziamo, la convenzione così non va, perché esautorerebbe Cia, Confagricoltura in molte funzioni e probabilmente anche il comitato di distretto, il cui ruolo finirebbe per essere fortemente condizionato dall’esterno da un’associazione privata come Anve. No, così non va: non facciamo passare per buona politica di settore un’operazione tutt’altro che ingenua e innocente nel campo della rappresentanza florovivaistica».
Questa la replica di Sandro Orlandini, presidente di Cia Pistoia, alle parole di Coldiretti riportate oggi in un articolo pubblicato nella pagina su Pescia del Tirreno. Orlandini insiste pertanto a suggerire al presidente del distretto floricolo interprovinciale Lucca-Pistoia Marco Carmazzi (aderente a Coldiretti) di dimettersi, visto che ha dimostrato di non avere la necessaria «sensibilità istituzionale ed equidistanza fra le associazioni di categoria degli agricoltori». E se Carmazzi non intende dimettersi lo stesso, Orlandini gli chiede pubblicamente almeno di «revocare la convenzione con Anve, come già richiesto da Cia Toscana Nord e Confagricoltura Lucca con una lettera di diffida del 3 novembre scorso, perché è priva dei necessari requisiti di collegialità sanciti dall’articolo 2 del Regolamento di distretto (che gli avrebbe imposto di dirigere e coordinare l’attività del comitato di distretto «assicurando la collegiale responsabilità di decisione») ed è ingiustificata sul piano dei contenuti (molti dei servizi inclusi, come già detto, sono doppioni di quelli forniti dalle associazioni di categoria, e mancano clausole di monitoraggio e verifica dell’operato di Anve), nonché dannosa per il ruolo e il futuro del distretto floricolo (nel senso che lo depotenzierebbe condizionandolo dall’esterno e rendendolo meno imparziale)».
«Mi spiace portare avanti questa diatriba con Coldiretti e il suo esponente Marco Carmazzi alla guida del distretto floricolo Lucca-Pistoia e capisco che per Coldiretti le scelte di Coldiretti (in questo caso la convenzione con Anve) dovrebbero essere accettate da tutti fideisticamente come il bene assoluto. Ma in una democrazia plurale anche in campo economico le cose non funzionano così, anche perché non è vero che le scelte di Coldiretti siano sempre le migliori o disinteressate, come Coldiretti cerca di far credere. Ciò vale a maggior ragione in un organo di natura collegiale quale il distretto floricolo, entro il quale, prima di deliberare, bisogna informare e poi ascoltare quello che hanno da dire tutte le parti in causa, che possono avere visioni più o meno diverse, e magari a ragione, su quali siano le linee d’azione più efficaci per il florovivaismo del distretto e che garantiscono meglio il futuro della generalità delle aziende del settore. La nostra difesa di questi elementari principi di democrazia e di buon senso, prima ancora che della necessità di rispettare il regolamento del distretto, non può essere fatta passare, rigirando la frittata, come difesa di interessi di parte: non siamo stati noi di Cia e Confagricoltura a proporre, quasi alla chetichella, un accordo con associazioni private a noi vicine».

Redazione Floraviva