Giardini da intervista: dove aderiscono i confini, fra il verde rigoglioso e l’estro di Daniel Spoerri e i suoi amici

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Oggi ci siamo recati a circa 80 km a sud di Siena, nella Toscana meridionale, nei 16 ettari del giardino ideato e tanto desiderato da Daniel Spoerri. Qui, nel paesino di Seggiano, all’inizio degli anni novanta approda l’eclettico artista, dopo aver girato il mondo e vissuto a New York, Simi nel Dodecanneso, Düsseldorf e Parigi, lavorando come ballerino, coreografo, mimo, scrittore e poeta. Questo incredibile parco-museo di sculture e installazioni che si dipana fra ampi spazi erbosi e boschetti è stato aperto al pubblico nel 1997 e ospita attualmente 103 opere di 50 artisti diversi, tutti amici di Daniel: Eva Aeppli, Arman, Till Augustin, Ay-o, Roberto Barni, Erik Dietman, Katharina Duwen, Karl Gerstner, Luciano Ghersi, Alfonso Hüppi, Juliane Kühn, Zoltan Ludwig Kruse, Bernhard Luginbühl, Ursi Luginbühl, Birgit Neumann, Luigi Mainolfi, Meret Oppenheim, Dieter Roth, Susanne Runge, Uwe Schloen, Kimitake Sato, Pavel Schmidt, Esther Seidel, Patrick Steiner, Jesus Rafael Soto, Paul Talman, André Thomkins, Jean Tinguely, Roland Topor e Paul Wiedmer. L’ampio numero di artisti che ritroviamo in questo Giardino testimonia quanto l’estro di Daniel fosse cosmopolita e aperto alle sperimentazioni. Questa zona della Toscana ci accoglie con un verde rigoglioso nel tipico panorama senese con cipressi solitari su dolci colline. Qui in inverno cade la neve perché ci troviamo alle pendici del Monte Amiata e il clima contribuisce a rendere l’atmosfera un po’ incantata: il Giardino infatti si trova segnato nelle vecchie mappe con il nome “Il Paradiso”. Al cancello di ingresso questa impressione è subito confermata in quanto troneggia il motto latino “Hic terminus haeret”, ovvero “Qui aderiscono i confini”, come a dire che si sta per entrare in una dimensione diversa. Passeggiando per circa tre ore troviamo le opere d’arte disposte in ordine sparso e perfettamente mimetizzate nel paesaggio circostante. Accanto al percorso scultoreo scopriamo poi un percorso botanico, lungo il quale molte piante sono contraddistinte da un cartellino che ne illustra specie di appartenenza e particolarità. Abbiamo infine avuto modo di conoscere la Fondazione che gestisce il Giardino di Daniel Spoerri e che ne promuove in modo intelligente l’implementazione e la conservazione, in quanto istituzione di formazione per ricerche nel campo della storia dell’arte e conferenze scientifiche.


Anna Lazzerini