Xylella: 190 milioni di euro per l’olivicoltura pugliese

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Saranno cosi suddivisi gli ulteriori fondi per 190 milioni che sono in aggiunta ai 35 già erogati per i frantoi: 120 milioni per le imprese colpite; 40 milioni per i reimpianti; 25 milioni per specie arboree diverse; 5 milioni di contributi.


Sono quattro le linee d’intervento che risultano pronte nel Piano straordinario per ristrutturare l’olivicoltura pugliese, con un ammontare totale di 190 milioni di euro. Lo ha comunicato ieri il sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L'Abbate, che nel corso del Question Time in Commissione Agricoltura a Montecitorio ha risposto ad una interrogazione in sulla questione Xylella Puglia.
«La definizione degli interventi concernenti il reimpianto degli oliveti, la riconversione produttiva e la salvaguardia degli olivi monumentali, che si attuano tutti in zona infetta, avverrà in tempi molto contenuti, una volta verificata la piena compatibilità con le pertinenti norme unionali in materia di aiuti di Stato», ha detto il sottosegretario.
Le cifre stanziate sono di 40 milioni di euro per il reimpianto di un numero di piante di olivo pari a quelle eradicate, in modo da tener conto delle esigenze economico-sociali ed agronomiche del territorio; 25 milioni di euro per il reimpianto dei vivai con specie arboree diverse dall'olivo e 5 milioni di euro come contributo in favore di proprietari, proprietari o intestatari di terreni in cui ci sono olivi monumentali, che trovano sistemi atti ad intervenire al blocco dell'avanzata della fitopatia. Inoltre, è stato predisposto il decreto attuativo relativo al contributo compensativo del Fondo di solidarietà nazionale fino ad un massimo di tre esercizi, a favore delle imprese agricole colpite dall'infezione Xylella fastidiosa in Puglia, con una dotazione pari a 120 milioni di euro. «Il provvedimento – spiega il sottosegretario alle Politiche Agricole – è in fase di adozione e prevede l'indennizzo delle aziende agricole che a causa dell'infezione hanno subito danni superiori al 30% della produzione lorda vendibile».

Redazione