Ci lascia “L’uomo verde”: Lois Weinberger

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Ci ha lasciato martedì 21 aprile 2020 all’età di 72 anni Lois Weimberger. Era definito “l’uomo verde” colui che non voleva creare un sistema ma voleva fare un mondo. L'artista Lois Weinberger occupava una posizione speciale sulla scena artistica: operava come interfaccia tra arte e natura, opponendosi al concetto di bellezza con sottili mezzi anarchici. Si considerava un ricercatore sul campo. Dagli anni '70, nelle zone rurali, realizzò opere utilizzando gli scarti della civiltà. Successivamente si interessò alla vegetazione spontanea, che si sviluppa senza intervento umano. Nato nel Tirolo austriaco nel 1947, figlio di un contadino e lui stesso contadino, ha mescolato pratica agricola, conoscenza biologica, riflessioni ecologiche, oltre a considerazioni sociologiche ed economiche.
Le piante ruderali - "Weeds" - furono per l'artista una delle sue principali fonti di ispirazione e furono all'origine di una moltitudine di appunti, disegni, fotografie, oggetti, testi, film e importanti installazioni. Tra questi, “Wild cube” (1991-2018), una gabbia d'acciaio, che rende impossibile ogni intervento umano, ma che consegna all'interno della proliferazione della vegetazione spontanea, è una magistrale illustrazione del potere simbolico del una natura liberata dall'uomo.
Nello stesso periodo Lois Weinberger, iniziò a lavorare per "sradicare" piante dai contesti urbani e rurali negli appezzamenti da lui curati. Durante Documenta X, ha introdotto piante neofite del sud e sud-est dell'Europa su 100 metri di binari ferroviari, metafora dei processi migratori moderni, il cui carattere poetico ed eminentemente politico sarà acclamato dalla critica internazionale.
Nel 2004 ha realizzato l'opera "Garden" composta da 2.500 vasi in PVC riempiti di terra offerta al vento e agli uccelli che hanno seminato naturalmente i semi di un "prato" spontaneo. L'installazione sfida il passante e incoraggia la riflessione sulle analogie tra natura e cultura, i modi di concepire e vivere in uno spazio urbano, la diversità e lo sguardo focalizzato su ciò che è considerato estraneo, sia in il regno vegetale o società umana.
L'elenco delle centinaia di mostre e opere in spazi pubblici che punteggiano la sua carriera mostrano la sua presenza nei maggiori eventi di influenza del mondo dell'arte: le biennali di San Paolo (1991) e Venezia (2009), la documenta 10 e 14 di Kassel (1997) e (2017), Atene (2017), mostre collettive o monografiche in numerosi centri d'arte e prestigiosi musei.

Arte verde è una rubrica curata da AnneClaire Budin