Risveglio green: sì a tutte le attività di cura del verde, sì a fiorai e garden

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Il presidente del consiglio Conte
La fase 2 dell’azione di governo in risposta all’emergenza Covid-19 si tinge di verde fiorito.
Il Dpcm del 26 aprile 2020 presentato ieri sera tardi dal presidente Giuseppe Conte sblocca definitivamente, a partire dal 4 maggio, anche i due segmenti finali della filiera florovivaistica (salvo maggiori restrizioni imposte a livello regionale). 
Vale a dire, da un lato, dà il via libera completo alle attività dei manutentori del paesaggio (giardinieri professionisti e imprese del verde), ai quali a partire da tale data non saranno più vietate le “nuove realizzazioni”. Infatti nell’allegato 3 del Dpcm di ieri contenente i codici Ateco delle attività sbloccate non compare più, dopo il codice 81.30 “Cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole)”, l’aggiunta: “con esclusione delle attività di realizzazione”. Così dal 4 maggio tutte le attività di cura del verde saranno possibili.  
Dall’altro lato, apre le porte alle attività di fiorai e garden center, a cui la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova aveva già dato il via libera informale a più riprese, da ultimo con una nota rivolta ai prefetti, ma per le quali mancava l’inserimento in un atto formale come un decreto. Adesso fra le attività di commercio al dettaglio consentite che sono elencate nell’allegato 1 del Dpcm di ieri si trova anche, all’ultimo posto, il “Commercio al dettaglio di fiori, piante, semi e fertilizzanti”.

L.S.