Mercati dei fiori: urge piano da 800 milioni per salvare la filiera

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Per il salvataggio del florovivaismo italiano è necessaria «la convocazione di un tavolo nazionale per stilare un piano di misure straordinarie del valore di circa 800 milioni di euro con l’obiettivo di preservare l’operatività della filiera». A tanto ammonta infatti la stima del danno fin qui subito dalla filiera floricola a seguito dell’epidemia da Coronavirus.
A sostenerlo è una lettera congiunta, «in rappresentanza del comparto florovivaistico nazionale costituito da mercati, distretti e consorzi florovivaistici», inviata ai primi di aprile «al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla titolare del dicastero delle politiche agricole Teresa Bellanova e ai suoi colleghi Stefano Pautanelli (Sviluppo Economico), Nunzia Catalfo (Lavoro), al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al Presidente dell'Anci, Antonio Decaro e al presidente di Unioncamere Carlo Sangalli». La lettera reca le firme di una ventina di soggetti della filiera di piante e fiori, quali Consorzio Produttori Florovivaistici Campani, mercati dei fiori di Ercolano, Leverano, Taviano, Pescia (azienda speciale Mefit - Mercato dei fiori della Toscana), Viareggio, Vittoria, Terlizzi e Sanremo-Amaie, Cooperative Masaniello, Flora Pompei e Contadino, distretti di Liguria, Puglia, Pistoia e Lucca, Associazione Florovivaisti e Fioristi Italiani, Associazione Filiera Florovivaistica del Lazio, Associazione Florovivaisti Italiani e Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori.
Fra le misure del piano straordinario richiesto sono comprese «la sospensione dei pagamenti delle rate per mutui, finanziamenti e prestiti fino al 1° giugno 2021»; «l’istituzione di un fondo di garanzia ad hoc per il comparto florovivaistico per sostenere la liquidità delle imprese»; il riconoscimento dal Mipaaf dello stato di Calamità naturale con l’attivazione di un Fondo di solidarietà nazionale che preveda contributi in conto capitale fino all’80% delle perdite subite; l’«azzeramento di tutti i versamenti contributivi, previdenziali e assistenziali, imposte e tasse per l’anno 2020 fino al 1° giugno 2021 in virtù della specificità produttiva del settore». Per i firmatari «un ruolo importante, nel reperimento di liquidità straordinaria per le imprese, devono svolgerlo Cassa Depositi e Prestiti e la Banca Europea degli Investimenti attraverso il suo Fondo di Investimenti».

Redazione