Un fiore per... l'Ariete

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Cade in coincidenza con l’equinozio di primavera il segno zodiacale dell’Ariete (21 marzo – 20 aprile), che è convenzionalmente il primo fra i dodici segni del calendario astrologico occidentale. Per esso il fiore scelto a furor di popolo mediatico è il narciso, o Narcissus, per usare il suo nome scientifico: un genere di piante bulbose appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae che è originario dell’Europa e viene coltivato soprattutto per i suoi bellissimi fiori di colore bianco o giallo. 
Le persone dell’Ariete, secondo Wikipedia, sono contraddistinte da sincerità, impulsività e passione, ma anche da testardaggine e ottimismo. Sono creativi, intraprendenti al limite del temerario e non temono le sfide. Ma, come osservato nella voce dedicata a questo segno dell’oroscopo dei fiori di www.leitv.it, sono più sensibili di quanto sembri e dietro l’apparenza spavalda nascondono il lato fragile e un cuore tenero. Senza dimenticare, ovviamente, il loro tratto più noto: la proverbiale vanità, per cui si usa appunto l’espressione “narcisismo”.
Come riassume il sito web Pollicegreen, nel linguaggio dei fiori il narciso sta per autostima, vanità e anche incapacità di amare e questi significati risalgono alla storia di Narciso, il bellissimo giovane di cui narra, fra gli altri, il poeta latino Ovidio nelle Metamorfosi. Narciso, abbagliato dalla propria bellezza, che l’ha reso superbo e insensibile ai sentimenti altrui, si innamora a seguito di una punizione divina della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d'acqua e muore cadendo nel fiume in cui si specchiava. Secondo tale leggenda i fiori di narciso si chiamerebbero così perché nati sulle rive dello stagno nel quale morì il giovane e per il loro portamento piegato in basso. In ogni caso, l’etimologia rinvia alla parola greca “narkào”, che significa “stordisco” e si riferisce all’odore inebriante dei fiori di alcune specie di narcisi, oppure, come sostengono alcuni, alla parola persiana che indica questa pianta, نرگس, e che si pronuncia Nargis. Questi significati negativi, sostiene Pollice green, fanno sì che i narcisi siano poco usati, rispetto alle loro potenzialità estetiche, per realizzare bouquet da regalare.
Fiori Fiori, Floraviva, diadeTuttavia, come sottolineato dal sito giardinaggio.it, la piante di Narcissus in Europa, dove esistono allo stato selvatico nei boschi collinari e montani e fioriscono da marzo a giugno, sono anche molto coltivate come fiori ornamentali, soprattutto come ibridi selezionati per dimensioni, colori e profumo. Sono centinaia le specie ed altrettanto numerosi gli ibridi e vengono utilizzati pure come fiori recisi. «I narcisi selvatici – viene ricordato su giardinaggio.it - sono di colore bianco o giallo, gli ibridi sono prevalentemente di colore simile, ma esistono ibridi di narciso rosati ed aranciati. Tra i tanti narcisi selezionati dall'uomo esistono specie a fiore doppio, con corona centrale particolarmente espansa, particolarmente profumati, o anche di dimensioni molto contenute». 
La simbologia legata a tale fiore non si limita al mito di Narciso, ma, come illustrato sempre su giardinaggio.it, comprende altri usi e significati. Ad esempio, per gli antichi romani il narciso era un fiore che cresceva nei Campi Elisi, nell’aldilà, e quindi veniva piantato sulle tombe dei propri cari defunti. Invece i Druidi, i sacerdoti degli antichi Celti, consideravano i narcisi simbolo di purezza; anche se a un certo punto si diffuse la leggenda che avessero il potere di assorbire i pensieri negativi. Nell'antica cultura ebraica il narciso è associato alla bellezza e fertilità della donna, mentre nel Cristianesimo diventò simbolo della rinascita dopo la morte e venne collegato alla Pasqua. In Cina simboleggia la fortuna per l'anno nuovo, poiché la sua fioritura avviene durante il Capodanno cinese; e nell'arte del tatuaggio cinese rappresenta l'augurio di far emergere il proprio potenziale interiore e di ottenere riconoscimenti per la propria attività, per cui regalare narcisi è molto gradito nel caso di un nuovo lavoro. Nel Galles è chiamato “giglio di quaresima” e viene appuntato alla giacca il 1° marzo, giorno di San Davide, perché si pensa che una sua fioritura precoce porti un'annata di prosperità.
 
L.S.