Pistoia Nursery Park: uno showroom botanico per i paesaggisti del mondo

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Vannucci presenta il suo «parco vivaistico» per professionisti nei pressi del casello di Pistoia, il primo di questo genere: 11 ettari con oltre 1000 esemplari di piante di un centinaio di varietà, da 30 a 300 anni, valorizzate da esclusivi vasi speciali. La sinergia col Nursery Campus ne fa un aggiornato crocevia della filiera del verde, fra botanica, architettura del paesaggio e vivaismo. Dall'estero il 90% dei clienti, fra cui grandi paesaggisti come Jean Mus. Rispetto per la salute delle piante e attenzione ai trend di mercato. Il caso dell’evoluzione dell’arte topiaria.


Una ricca collezione di piante ornamentali che è un catalogo botanico vivente al servizio della progettazione di spazi verdi e degli architetti del paesaggio. Piante tenute con cura e in salute in un'ambientazione elegante e funzionale, pulita e priva di sbavature o cadute di stile. Senza dimenticare la colonna di Claudio Parmiggiani, l'opera in marmo di Carrara di 13 metri e mezzo installata fra quattro lecci secolari preesistenti; ed elementi innovativi come la pala eolica di nuova generazione, dal design esteticamente gradevole, che richiama l'attenzione all'eco-sostenibilità. Insomma un'atmosfera a misura di interlocutori nordeuropei, abituati a certi standard nei processi e nei prodotti, ma anche nel modo di presentarli.

Floraviva, Nursery Park

Questa l'impressione complessiva che lascia il Pistoia Nursery Park di Vannino Vannucci, titolare dell'omonima azienda nonché presidente dell'Associazione Vivaisti Italiani (vedi nostra intervista), visitato alcuni giorni orsono da Floraviva. Non casualmente, come è poi risultato dalle spiegazioni di Vannucci, nelle quali si è subito manifestata anche la passione con cui segue il parco sin nei minimi dettagli e con certosino aggiornamento botanico, per niente allontanato dai fondamentali del vivaismo e dell'agricoltura dalle questioni commerciali e le strategie di marketing che pure lo impegnano.
Una delle prime peculiarità del parco, situato nelle immediate vicinanze del casello autostradale di Pistoia, come ha fatto notare subito Vannucci, è che propone piante e alberi collocati «in vasi particolari, disegnati da noi per valorizzarli e facilitarne la vendita». Quindi «non è un giardino botanico tradizionale. Abbiamo deciso di creare qualcos'altro, come dice il nome "Nursery Park" (parco vivaistico), perché si tratta di un giardino vivaistico e le piante sono in esposizione nei nostri vasi speciali in attesa di essere vendute».

Floraviva, Nursery Park

Il secondo aspetto che spicca del Pistoia Nursery Park è l'ampiezza dell'offerta botanica. Esso, come ci è stato indicato, ha una superficie di 11 ettari e accoglie più di 1000 esemplari di piante, che vanno da un minimo di 30 fino a 300 anni, e comprende, ad esempio, anche degli olivi secolari oppure delle palme o querce secolari. Questi mille esemplari sono distribuiti in un centinaio circa di varietà diverse. Quali sono le principali tipologie di piante? «In prevalenza latifoglie, piante a foglia caduca – ci ha spiegato Vannucci - e quindi si va dalle querce alle Liquidambar, piante tipiche della produzione pistoiese, però in grandi dimensioni. Poi ci sono conifere, tanti sempreverdi, soprattutto lecci, sughere. Ci sono aceri e olivi, Salix, Eucalyptus, ecc. E poi diversi macro bonsai, alcuni di origine giapponese e altri prodotti  da noi (anche di 3, 4, 5 metri di altezza). Inoltre vanno ricordate le piante formate in un certo modo, un po' creative, che piacciono agli architetti paesaggisti, che vengono spesso qui in visita con il cliente finale a discutere dei loro progetti».

Floraviva, Nursery Park

Quindi è un parco che funziona da showroom. «Sì, in effetti è così. I clienti vengono anche a prendere ispirazione». Le piante, ci viene spiegato, sono tutte prodotte da Vannucci Piante o in qualche caso sono state recuperate «negli anni in altri vivai, prevalentemente in Italia, di cui il 90 per cento a Pistoia».
Che feedback arriva dai visitatori del parco, tutti operatori professionali del settore, se escludiamo il caso delle visite guidate su prenotazione di scolaresche e studenti o studiosi? «Intanto – dice Vannucci - i nostri visitatori sono bene impressionati dall'ordine, dalla pulizia, dalla precisione e dal modo di presentare le piante, perché la stessa pianta collocata in un vivaio in mezzo alle altre perde il 50% del valore. Poi chi arriva qua, trattandosi di clienti (o potenziali tali), viene spesso già con un'idea. Le preferenze sono diverse a seconda della stagionalità o delle tendenze di mercato. Ma non è tutto, perché il cliente, nel visitare il nostro parco, grazie alla collocazione delle piante, ai vasi capaci di valorizzarle ed alle etichettature con denominazioni botaniche e d'origine, finisce per prendere anche moltissimi spunti per ulteriori acquisti nell'immediato o per futuri progetti di giardini e spazi verdi».
I clienti tipo del Pistoia Nursery Park, ci ha chiarito Vannucci, sono architetti paesaggisti, coloro che devono progettare spazi verdi in cui sono previste «piante grandi da esterno con le massime garanzie di qualità». E sono per lo più stranieri, visto che «il 90% del nostro business è con l'estero, soprattutto con Francia, Germania, Inghilterra». Qui «arrivano  architetti di tutto il mondo per le loro realizzazioni in ogni paese, poiché a loro volta hanno committenti internazionali. Questo è l'effetto della globalizzazione». Se gli chiediamo poi il nome di un grande architetto che frequenta o ha frequentato il parco, risponde così: «un professionista di primo piano che mi piace ricordare, perché lo abbiamo recentemente premiato all'ultimo Memorial Vannucci, è Jean Mus, architetto paesaggista con lo studio in Costa Azzurra che rappresenta un nome di punta nel nostro settore e che realizza progetti in tutto il mondo, soprattutto con piante mediterranee. Lui è un frequentatore del nostro parco».

Floraviva, Nursery Park

Chi ha progettato il Nursery Park? «In realtà l'abbiamo progettato in casa – spiega Vannucci -, perché rispondeva a una vecchia idea di dotarci di uno showroom di piante esemplari. In sede abbiamo uno showroom di oltre di 5 mila metri dove esponiamo i prodotti per i garden center e la grande distribuzione, mentre al Parco si possono apprezzare le piante esemplari posizionate in aiuole rialzate dove le piante esprimono tutta la loro bellezza».
Un aspetto molto apprezzato del parco, come ci è stato riferito, è l'illuminazione notturna. «L'abbiamo disegnata insieme all'amico Guzzini, che ci ha fatto il progetto d'illuminazione. La sera in effetti con la luce c'è un bell'effetto scenico». E l'effetto scenico delle singole piante è uno dei tratti salienti del Nursery Park, poiché «ha un ruolo rilevante nel consentire al cliente di farsi meglio l'idea di come sarà la pianta una volta messa a dimora.  «E' vero che oggi giorno i rendering offrono molte possibilità – chiosa Vannucci -, ma vedere e toccare l'albero dal vivo è tutt'altra cosa».
Va ricordato infine che, adiacente al parco, è nato nel 2015 il Nursery Campus: un centro di aggiornamento e formazione, ma anche di incontri, scambi e innovazione su florovivaismo, paesaggio e cultura del verde. Il campus, ci è stato riferito, interagisce col parco in più modi. Non solo e non tanto perché gestisce gran parte delle visite organizzate al Nursery Park; ma soprattutto in quanto «ci aiuta ad essere vicini a chi progetta il verde, perché nel campus invitiamo anche architetti del paesaggio per momenti di aggiornamento reciproco». Confronti che spesso aiutano entrambe le parti, i florovivaisti da un lato e chi progetta il verde dall'altro, a migliorarsi, e da cui «possono scaturire contributi per direzionare meglio la produzione». Dunque il campus è anche una sorta di antenna sul mercato e sui trend della filiera del verde? «Sì, assolutamente. Noi abbiamo pensato il campus anche a tale scopo, perché Pistoia è diventata il punto di riferimento del vivaismo ornamentale nel mondo. In una battuta, il nuovo campus è un luogo dove i giovani ed i professionisti possono accrescere le loro competenze e dove noi possiamo con il loro aiuto anticipare mode e tendenze anche per chi progetta o sogna il verde».

Floraviva, Nursery Park

A proposito di mode e tendenze, il Pistoia Nursery Park ospita anche esempi di arte topiaria. A Vannucci abbiamo chiesto lumi sull'evoluzione di tale ambito. «L'arte topiaria è di origine romana, quindi è parte costitutiva del nostro patrimonio – ci ha detto -. Il settore poi negli anni si è particolarmente sviluppato nella produzione di forme e modelli, particolarmente apprezzati dalla grande distribuzione e dai garden center».
Ma c'è stata pure un'evoluzione stilistica nell'arte topiaria? «Senza addentrarsi in questioni specialistiche, si può dire che a Pistoia c'è un'attenzione particolare a cercare di formare le piante, a seconda delle tendenze di mercato. L'offerta deve essere sempre fresca e performante poiché la clientela internazionale è particolarmente esigente». Si può parlare di tendenza alle forme più architettoniche, oltre che più contenute? «I giardini sono sempre più piccoli. Le persone cercano la bellezza e la qualità, poiché una pianta può valere una vita».  

Lorenzo Sandiford

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