Una task force dell’orto-florovivaismo di Pescia per il rilancio

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Mentre pensavo al mio terzo editoriale ricorreva la Festa del 1° Maggio e per celebrarla, qui a Pescia, c’erano ben tre manifestazioni in contemporanea. In un primo momento pensai allo sforzo di coordinamento necessario. Poi però mi resi subito conto che erano tre differenti organizzazioni a gestirle: la Lega dei Rioni, che tutti gli anni di questi tempi propone i “lavori medioevali”; l’associazione culturale Pinocchio con “l’antico mercatino di Pinocchio”; e la Società Civile  della frazione Alberghi con “FestAlberghi”.
Scelsi quest’ultima anche perché includeva un interessante dibattito sulle necessità del territorio ed in particolare della floricoltura. Senza pretese di completezza cronistica, questo mio articolo prende spunto dalle sollecitazioni a mio parere più interessanti emerse durante l’incontro ad Alberghi: lo stesso luogo dove l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Salvadori ed il consigliere regionale Gianfranco Venturi il 18 febbraio scorso dibatterono sullo “Sviluppo economico ed il florovivaismo”. Questa volta a parlare ci sono il vicesindaco e assessore all’agricoltura di Pescia, Oliviero Franceschi, Franco Menchini, coordinatore del Gie della Cia sulla floricoltura, Maurizio Procissi, responsabile della Coldiretti di Pescia, il presidente di Flora Toscana Fabrizio Giuntoli e la preside dell’Istituto Agrario Dionisio Anzilotti Siriana Becattini.
A dare il la è Maurizio Procissi che, grazie ai 1200 associati di Coldiretti, è nella posizione per lamentarsi con cognizione di causa di una burocrazia che sta rendendo ancor più complicato alle imprese agricole il già difficilissimo compito di fare reddito. Procissi arriva subito al dunque, il Comicent, il mercato dei fiori di Pescia adesso gestito dall’azienda speciale del Comune Mefit, in cui lui sembra vedere una grande opportunità di rilancio e sviluppo: malgrado gli errori commessi a tutti i livelli (tecnici, strutturali e politici), noi abbiamo il Comicent e gli altri no. Una struttura dove lavorano 800 tra agricoltori e commercianti. Per questo la Regione deve, a suo parere, favorire l’uscita dall’attuale stallo decisionale, pur comprendendo le difficoltà politiche che si trova a gestire tra Pescia e Viareggio, perché non c’è più tempo per guerre di campanile e quindi si deve restituire al Comicent, struttura nella quale si è investito per 30 anni, il ruolo che gli compete senza andare a realizzare un nuovo mercato a Viareggio.
Franco Menchini, riguardo al Comicent, sottolinea che la struttura, nonostante le sue deficienze, ha salvato il comparto floricolo. Vale a dire 800 operatori che necessitano di logistica (stoccaggio, movimentazione, esposizione delle merci, flusso informativo commerciale) e che hanno trovato nel Comicent un supporto essenziale. Infatti, per il sistema floricolo, che è fatto da micro imprese, il Comicent ha rappresentato, e dovrà farlo meglio in futuro, un sistema per realizzare economie di scala sul lato servizi e razionalizzazione della offerta/domanda, fattori indispensabili per stare sul mercato. Nel futuro, secondo Menchini, che confida che il mercato resti a Pescia, si dovranno trovare sistemi che non penalizzino Viareggio, che ha un tessuto imprenditoriale anch’esso fatto di piccoli produttori. Pure Menchini si auspica che la Regione Toscana faccia delle scelte chiare, sollecitando e se del caso imponendosi su questioni ancora da definire come il regolamento unico.
Nell’intervento di Giuntoli poi emergono difficoltà sia dei soci sia di Flora Toscana stessa legate alla crisi economica, benché la cooperativa abbia praticato politiche commerciali rivolte all’export che hanno coinvolto anche i paesi Bric. Sul Comicent Giuntoli ha fatto capire alle organizzazioni sindacali e al Comune che Flora Toscana è disposta a trovare soluzioni congiunte.
Il vice sindaco Franceschi sottolinea il ruolo che il Comicent ha come “punto d’aggregazione dove s’innesta la spirale produttiva del settore” e le priorità ad un anno dalle elezioni amministrative, fra cui il potenziamento del mercato dei fiori ed il coinvolgimento di Flora Toscana. D’altronde, dice, “Tosco Flora è già stata nel consiglio d’amministrazione del Comicent”. Franceschi chiede inoltre alla Regione Toscana una presa di posizione forte per definire la questione del regolamento unico del mercato che Pescia ha firmato, diversamente da Viareggio che continua a sottrarsi ai propri doveri. Il vice sindaco non trova nel distretto floricolo uno strumento funzionale a fornire gli indirizzi commerciali e promozionali, ma solo una macchina centrata sulle esigenze di alcune aziende che tentano magari l’aggiudicazione di bandi e finanziamenti agevolati. Infine ricorda di aver più volte suggerito che Regione Toscana possa prendere parte alla gestione di Mefit, in relazione al ruolo strategico che questo mercato rappresenta.
Da ultimo Pietro Bellandi, a mio modo di vedere, chiarisce bene il bug, il tarlo della nostra floricoltura. Ricorda infatti Bellandi che già dagli anni ‘60 si comprendeva quale sarebbe potuta essere la fine di questo settore. Racconta Bellandi che gli allora dirigenti del Comicent, malgrado continue sollecitazioni di pochissimi, ovviamente lui compreso, non hanno mai preso in considerazione una programmazione dell’offerta e la sua consecutiva promozione, oltre che l’analisi della domanda.
Ecco messi sul piatto dunque i temi cruciali della floricoltura della Valdinievole che mi ero prefissato di affrontare. Tenendo conto sia del convegno di Viareggio del 6 novembre scorso sul “rilancio della floricoltura toscana”, in cui l’assessore Salvadori disse chiaramente che il mercato sarebbe stato uno solo, sia dell’incontro già citato del 18 febbraio ad Alberghi, in cui Salvadori disse che si aspettava la firma di Viareggio al regolamento unico dopo le elezioni e sollecitò il Comune di Pescia, a posto da questo punto di vista, a costituire un tavolo capace di interloquire con il Distretto floricolo interprovinciale Lucca - Pistoia.
La mia prima impressione è che ad oggi lo stallo sulla questione sindacale dei 5 licenziamenti dei dipendenti del Comicent e l’intenzione manifestata dal vice sindaco Franceschi di cercare di accogliere la Regione Toscana dentro l’azienda speciale Mefit potrebbero comportare ulteriori freni nell’iter per il rilancio del Mercato dei Fiori di Pescia. Già penalizzato, come mettevo in evidenza nel mio ultimo editoriale, da un certo immobilismo dell’ortoflorovivaismo pesciatino a confronto con l’intraprendenza del vivaismo di Pistoia da un lato e anche della floricoltura e orticoltura di Lucca e Viareggio dall’altro. Infatti, quello che credo si possa contestare all’amministrazione pesciatina è di non aver saputo contrapporre ai lucchesi nessuna figura di rilievo per il settore floricolo. E adesso tentare di coinvolgere la Regione nelle scelte strategiche e gestionali della Mefit sarebbe un ulteriore passo falso: un’ammissione di impotenza e di incapacità di affrontare il recupero multifunzionale del mercato dei fiori.
Qualcuno pensa forse che ci sia un disegno per far sì che Pescia perda il Comicent e quindi le possibilità di rilancio e riconversione del settore della floricoltura? A me l’aspetto che non è piaciuto del dibattito del 1° Maggio ad Alberghi è stata la mancanza di elementi propositivi. Abbiamo o no la consapevolezza che siamo uno dei tre mercati italiani, insieme a Sanremo e Napoli, deputati alla commercializzazione di piante e fiori, e come tali potremmo essere ascoltati a livello ministeriale, se avessimo le capacità strategiche di proporci nella maniera giusta? L’Ismea (l’Istituto di servizio del mercato agricolo ed alimentare) pubblica i nostri listini di prezzi, insieme a quelli degli altri due mercati. Forse alcuni a Pescia non hanno adeguatamente compreso cosa significa, ma questo l’hanno capito bene a Lucca, come testimoniato dalla nomina del versiliese Adolfo Giannecchini, già nel Consorzio Toscana Produce, quale “responsabile nazionale per il florovivaismo” di Fai (la Filiera agricola italiana): il progetto economico di Coldiretti per un nuovo sviluppo dell’agricoltura italiana. Nel frattempo la Valdinievole florovivaistica latita e rimane impantanata negli individualismi e nelle gelosie reciproche fra imprese.
E invece quello che servirebbe a Pescia, ne sono certo, è una vera task force di manager e operatori, magari sotto forma di “consorzio”, che si dedichi alla gestione del progetto multifunzione Comicent e più in generale del rilancio e della riconversione dell’agricoltura della Valdinievole. Un team che non abbia da render conto ai burocrati e ai politici, con un mandato in bianco legato solo ai risultati, e che abbia come obiettivi
primari:
a) integrare i problemi di mercato, il reperimento di fondi comunitari e non comunitari, anche perché i soldi di Regione Toscana servono praticamene solo per la ristrutturazione del Comicent e il progetto multifunzione richiede anche l’intervento del privato per circa 20.000.000 €, che, a questi lumi di luna, non troveremo mai;
b) dare e comunicare regolarmente una visione strategia di breve, medio e lungo periodo al settore, rappresentare e comunicare in maniera coordinata e continuativa Pescia e tutti i suoi operatori sia a livello istituzionale (distretto floricolo) che commerciale, in Italia e all’estero (niente di nuovo, basta vedere Pistoia più ancora di Lucca);
c) muoversi rapidamente e con obbiettivi comuni, pur lasciando agli agricoltori identità propria.


Andrea Vitali

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