Orlandini (Cia) a Tesi (Coldiretti): «sì al confronto sul vivaismo e alla coesione, ma tuteleremo le piccole aziende»

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Il presidente della Confederazione italiana agricoltori Pistoia Orlandini augura buon lavoro al neo presidente di Coldiretti Pistoia Tesi e si dice pronto a confrontarsi con lui sulle questioni calde del vivaismo «ma non a spese delle piccole e medie aziende vivaistiche». Tra i casi da affrontare al più presto, la situazione di crisi dei creditori dei vivai Bruschi.
 

«Buon lavoro al neo collega Fabrizio Tesi! Annuncio subito che Cia Agricoltori Italiani Pistoia è aperta a confrontarsi su tutto e in particolare sulle questioni più delicate del vivaismo, su cui lui è molto competente in quanto titolare di una grande impresa del settore. Ma con altrettanta immediatezza e franchezza gli ricordo che l’organizzazione agricola da me presieduta sarà sempre attenta a tutelare gli interessi dei piccoli vivaisti, in modo che la giusta ricerca di soluzioni unitarie di settore per ridare smalto e competitività al distretto vivaistico-ornamentale non avvenga a spese delle nostre piccole e medie aziende vivaistiche».
Così il presidente della Confederazione italiana agricoltori Pistoia Sandro Orlandini accoglie la recente nomina di Fabrizio Tesi, legale rappresentante di Giorgio Tesi Group, alla presidenza di Coldiretti Pistoia, rivolgendo al suo nuovo interlocutore un augurio di buon lavoro e dichiarandogli pubblicamente la piena disponibilità al confronto; ma sottolineando subito senza mezzi termini che la linea di Cia non prevede deroghe alla tutela degli interessi delle piccole imprese del distretto vivaistico, magari nel nome dell’unità.
«La coesione andrà perseguita – aggiunge Orlandini – senza sacrificare nessun vivaista, tanto meno se nostro associato o se messo in crisi dai comportamenti scorretti di altre aziende, come del resto prevede la nuova Carta dei valori del distretto. Ritorneremo più approfonditamente sulla questione una volta iniziato il confronto, ma fra i casi più urgenti da affrontare vi è senz’altro la situazione di crisi in cui versano le aziende creditrici dei vivai Bruschi, alla quale va data al più presto una soluzione, prima che sia troppo tardi e falliscano anche le imprese che per ora, con fatica, resistono».

Redazione